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CREA, depositate alle Svalbard circa 300 varietà e popolazioni di frumento e riso

Immagine illustrativa generata con IA: frumento, riso e paesaggio artico; non è una fotografia del deposito CREA.

Il CREA ha annunciato il 16 ottobre 2026 il deposito, per la prima volta, di circa 300 varietà e popolazioni di frumento e riso nello Svalbard Global Seed Vault, in Norvegia. I materiali sono una copia di sicurezza delle risorse conservate presso il centro CREA Cerealicoltura e Colture Industriali di Vercelli. I materiali provengono dalla banca del germoplasma del centro CREA Cerealicoltura e Colture Industriali di Vercelli. L'operazione rafforza la protezione delle risorse genetiche custodite dalla ricerca pubblica italiana.

Una copia di sicurezza per la biodiversità agricola

Il deposito nelle Svalbard non sostituisce le collezioni mantenute in Italia: ne costituisce una copia di sicurezza. La struttura sull'isola di Spitsbergen ospita campioni provenienti da banche del germoplasma di tutto il mondo, con l'obiettivo di ridurre il rischio di perdita delle risorse genetiche in caso di eventi che compromettano le raccolte originali. Secondo il CREA, i campioni restano di proprietà delle istituzioni che li hanno depositati.

Il valore delle collezioni di Vercelli

Le accessioni comprendono materiali che testimoniano la storia della selezione italiana dei cereali. Nel comunicato CREA la responsabile della banca del germoplasma di Vercelli, Patrizia Vaccino, richiama il contributo di Nazareno Strampelli per il frumento e di Giovanni Sampietro per il riso. Il patrimonio conservato permette di mantenere disponibili caratteri genetici potenzialmente utili ai programmi di miglioramento varietale.

Circa 40.000 accessioni nelle banche del CREA

L'ente riferisce di conservare complessivamente circa 40.000 accessioni delle principali colture agrarie nelle banche del germoplasma dei propri centri. La disponibilità di materiali geneticamente diversificati è una risorsa per studiare la risposta delle colture agli stress e sviluppare, attraverso la ricerca e il breeding, varietà più adatte alle esigenze future. Non significa però che le 300 risorse depositate siano già nuove varietà commerciali o che siano tutte destinate a un utilizzo immediato.

Perché la notizia interessa il settore sementiero italiano

Per le aziende sementiere e i centri di ricerca, la conservazione del germoplasma è il presupposto di una selezione genetica di lungo periodo. Preservare popolazioni e varietà storiche amplia le possibilità di studiare caratteri di interesse agronomico, senza confondere la conservazione con l'immissione di nuove cultivar sul mercato. Il deposito annunciato dal CREA rappresenta dunque una misura di tutela e continuità scientifica, non il lancio di nuovi prodotti sementieri.

Fonte primaria: comunicato stampa CREA del 16 ottobre 2026.